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iNebula insieme ad IOTEXPO per parlare delle soluzioni del futuro

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 20 settembre 2016

iNebula è convinta che il futuro sia già qui.
Diffondere esperienze e progetti in ambiti tecnologici e verticali per il mercato dell’IoT è strategico al fine di sviluppare idee, cultura e nuove esigenze.

IOTEXPO è il primo virtual Expo digitale made in Italy che mappa, cataloga e certifica tutte le aziende che adottano soluzioni, sviluppano prodotti e servizi basati sul paradigma IOT. Una business community su tutte le tematiche dell’Internet of Things, una vivace “piazza virtuale” che renda visibile lo stato dell’arte dell’IOT.

 
 
 
 
Scopri tutte le novità su su IOTEXPO. 
 

Gartner nomina il nostro partner Vidyo come leader

> pubblicato in Eventi, News
> il 05 settembre 2016

Technology partners

Tecnologia innovativa e massima affidabilità sono le parole chiave per definire i nostri partner.Gartner Group
E il loro successo parla chiaro.

 

Il nostro partner Vidyo è stato confermato per il secondo anno di fila come leader nel quadrante di Gartner per i sistemi di videoconferenza.
L’innovativa tecnologia di Vidyo continua a cambiare il modo in cui lavoriamo e comunichiamo. Le aziende leader nei vari settori di mercato la sfruttano per estendere la videocomunicazione ad ogni ambito, dal settore enterprise al customer engagement, fino alla telemedicina e al lavoro sul campo, passando da tutti i tipi di soluzione personalizzata che si integrano direttamente nei processi.

 

Leggi il report completo Gartner Magic Quadrant for Group Video Systems 2016.

 

 

 

 

iNebula sbarca in IRAN per parlare di Smart City

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 05 settembre 2016

 

WELCOME TO IRAN. 
I nostri progettisti protagonisti della seconda Smart City Conference tenutasi il 22-23 Agosto presso la Sala Conferenze Torre Milad di Teheran. Uno dei requisiti per lo sviluppo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione a livello nazionale Iraniano è quello di definire gli obiettivi macro per rispondere alle esigenze sociali ed economiche della società. Alcuni dei temi chiave trattati sono quelli per definire degli obiettivi di medio termine per l’adattamento di nuove tecnologie per rispondere alle sfide emergenti per il futuro della città come la congestione del traffico, la sicurezza, l’inquinamento, l’ambiente e la gestione delle crisi.
L’evento si è concentrato sulle opportunità di sviluppo e di investimento dato dalle infrastrutture intelligenti per Smart City per rispondere ai quesiti di cui sopra. Una città intelligente è un luogo dove sviluppo urbano si integra a tecnologia e comunicazione per garantire sicurezza e gestire al meglio le risorse di una città.  
iNebula ha portato la sua esperienza e ha parlato della piattaforma iNebula Connect e della rete The Thing Network grazie alla quale sta realizzando progetti IoT per la città di Milano.
 
Smart City
 
Ai primi di marzo infatti abbiamo attivato il  primo gateway LoraWAN presso la nostra sede di Milano in viale Achille Papa 30. Il dispositivo è stato posizionato al ventesimo piano della struttura presso la quale sono presenti i nostri uffici, in modo tale da ottimizzare la copertura del segnale. E’ possibile dunque effettuare qualsiasi tipo di prova per testare eventuali sensori, attivare progetti pilot e verificare tutte le fasi di configurazione e utilizzo finale della tecnologia LoraWAN. Il progetto The Things Network Milano, al quale noi di iNebula abbiamo per primi aderito, conta di garantire la copertura dell’intera città di Milano andando ad installare in totale meno di 10 gateway. Ciò consentirà di rendere Milano una vera e propria Smart City con una rete globale open dedicata all’Internet of Things. Grazie al nostro servizio iNebula Connect perfettamente compatibile con la tecnologia LoraWAN, Loriot e SIGfox mettiamo a disposizione degli interessati una piattaforma in cloud per la raccolta/lettura intelligente dei dati e la gestione dei dispositivi connessi.
 
iNebula mette a disposizione gratuitamente una dashboard connect view di prova per testare il servizio.
 

I 10 settori più popolari per l’applicazione dell’IoT

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 11 luglio 2016

Non c’è dubbio che oggi l’Internet of Things (IoT) sia un ambito di grande interesse su cui  aziende, startup e big player globali  hanno deciso di investire.  Il motivo è sicuramente i tanti e diversi campi d’applicazione dell’Iot: dalla smart home alla smart city, dai dispositivi wearable al retail.  Le potenzialità d’utilizzo e applicazione sono davvero numerose, ma oggi in rete sembra che quando si parli di Iot si parli nella maggior parte dei casi di Smart Home.

È quanto possiamo leggere in un’ interessante ricerca targata IoT Analytics   che, analizzando ricerche su Google, tweets e condivisioni su LinkedIn, ci mostra quale applicazione dell’IoT è la più popolare.

Iot Info

 

The Internet of Things applications ranking

1. SMART HOME 

La Smart Home è l’ambito di utilizzo di Iot tra i più presenti in rete. Ogni mese infatti oltre 60 mila persone hanno fatto ricerche  su Google riguardo la smart home; ci sono stati poi oltre 3 mila tweet sull’argomento e 430 post su Linkedin. Non è un dato sorprendete, dal momento che il numero di  aziende che lavorano in quest’area è maggiore rispetto ad altri campi. Il settore Smart Home è in forte crescita e conta già numerose startup di successo come Nest o AlertMe, senza dimenticare ovviamente multinazionali tra cui Philips, Haier o Belkin.

 2. WEARABLES

Altro  argomento molto importante sono i dispositivi wearable.  Per capire la portata del fenomeno, basta pensare che sono stati venduti oltre 78 milioni di dispositivi venduti nel 2015 fra braccialetti per il fitness e smartwatch, con una crescita del 172% rispetto al 2014.  Se Apple domina con il suo Apple watch, non sono da trascurare smart glass e soprattutto i braccialetti  per il fitness che monitorano le attività del nostro corpo.  I dispositivi indossabili rappresentano un mercato in piena crescita e si stima che  nel 2016 il giro d’affari complessivo dovrebbe sfiorare i 30 miliardi di dollari.

 3. SMART CITY

La Smart city  è salutata come la città del domani in grado di garantire uno stile di vita sostenibile grazie proprio all’uso dell’ Internt of things. Si potrebbero risolvere i problemi relativo al traffico automobilistico, controllare la distribuzione dell’acqua, gestire il sistema di smaltimento dei rifiuti e rendere le città più sicure.

4. SMART GRID

La tecnologia smart grid permetterà in futuro di interfacciarsi  non solo con i tradizionali sistemi SCADA(supervisory control and data acquisition) della rete di distribuzione, ma anche con molti altri dispositivi elettronici per acquisire i dati lato utente su consumi e produzione di energia. Questo permetterà un uso dell’elettricità più efficiente e responsabile.  L’interesse sta crescendo e lo si vede dalle 41 mila ricerche mensili su Google, anche se c’è ancora molta gente che non sappia che cosa sia quest’argomento!

5. INDUSTRIAL INTERNET 

Si tratta di un’applicazione dell’IoT circoscritta all’ambito industriale. Quando si parla di industrial Internt, si riferisce essenzialmente all’uso dei big data o al cloud computing. È un’applicazione ancora marginale, ma di importanza strategica per molte imprese. Da notare che pur essendo un ambito non rivolta al mercato consumer, raccoglie al mese circa 1.700 tweets.

6. CONNECTED CAR 

Il mondo dell’automobile si sta preparando a questa nuova rivoluzione che cambierà completamente il nostro modo di utilizzare l’auto. Dalla smart car che si guidano autonomamente alle app che ci permetteranno di controllare gli elettrodomestici di casa mentre si sta al volante: queste sono solo alcune delle innovazioni a cui lavorano startup e i giganti del web. L’interesse dei consumatori non è ancora elevato considerando che le ricerche su Google sono solo 5mila.

7. CONNECTED HEALTH  Digitalhealth/Telehealth/Telemedicine

L’applicazione biomediacale delle nuove tecnologie sembra essere ancora molto marginale, nonostante questo sia un settore con un grande potenziale.  Alcune applicazioni potrebbero essere la gestione remota dei pazienti o perfino interventi chirurgici fatti a distanza. Scarso interesse sul tema lo mostrano anche il popolo del web.

8. SMART RETAIL 

Anche qui ci troviamo di fronte a un segmento ancora di nicchia, per molti ancora uno sconosciuto. L’IoT in questo ambito aumenterebbe la shopping experience nei negozi e nei grandi centri commerciali.

 9. SMART SUPPLY CHAIN

Le nuove tecnologie danno la concreta possibilità di avere una gestione flessibile, integrata e intelligente dellaSupply Chain, contribuendo   significativamente alla competitività aziendale. In questo modo si può ottenere una maggiore visibilità e analisi di informazioni e dati riguardanti la propria filiera. Si tratta di uno strumento  all’avanguardia per le aziende, ma la sua popolarità è quasi pari a zero!

10. SMART FARMING 

Lo Smart farming  è uno dei settori con la più elevata opportunità di sviluppo e allo stesso tempo con la più bassa penetrazione di soluzioni IoT. Le esperienze certamente non mancano e nella maggior parte dei casi c’è l’utilizzazione di sensoristica ambientale e territoriale, di sistemi di automazione per la gestione sempre più precisa di acqua, fertilizzanti, concimi o  agrofarmaci. Senza dubbio si tratta di un settore da tener d’occhio nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda i principali paesi esportatori di prodotti agricoli.

Fonte: http://www.madaboutyou.it/

Cosa ci aspettiamo dall’Internet of Things? I trend più interessanti per il 2016

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 04 luglio 2016

Internet of things, è boom anche in Italia: il 2016 anno della smart home

LA RICERCA 
Secondo i dati dell’osservatorio IoT del Polimi il mercato è cresciuto del 30% anno su anno e oggi vale 2 miliardi di euro.
A trainare i contatori del Gas e le auto connesse.
Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: “Si consolidano le basi per lo sviluppo di città, consumatori e imprese”.

I numeri dell’Internet of things in Italia nel 2015 registrano un boom: il settore infatti è stato protagonista di una crescita annuale del 30%, ed è arrivato a valere due miliardi di euro. A trainare il mercato sono stati i contatori del gas e le auto connesse, mentre tra i trend più interessanti per il 2016 ci sono Smart Home, Smart CityIndustrial IoT, insieme alle possibilità di valorizzazione dei dati raccolti dai sensori. Sono alcuni dei dati principali che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentati a Milano al convegno “Internet of Things: il futuro è già presente!”. Dalla ricerca emerge che il 79% dei consumatori italiani è disposto ad acquistare prodotti per la Smart Home, ma solo uno su quattro lo farà entro 12 mesi. Quanto alle Smart City, il 60% dei comuni italiani oltre 20.000 abitanti ha già avviato progetti – soprattutto per gestione della mobilità e illuminazione intelligente – ma soni rari i programmi strutturati.

Entrando più nello specifico dei dati, a guidare la crescita dell’IoT in Italia sono state le applicazioni consolidate che sfruttano la connettività cellulare (1,47 miliardi di euro, +28% rispetto al 2014) e quelle che utilizzano altre tecnologie come Wireless M-Bus o Bluetooth Low Energy (530 milioni di euro, +33%). Il principale segmento di mercato è costituto dalle soluzioni di Smart Metering (i contatori intelligenti per la misura dei consumi) e di Smart Asset Management nelle utility (la gestione in remoto per rilevare guasti, manomissioni, localizzazione, etc.), sostenute dagli obblighi normativi che hanno portato a un parco di 350.000 contatori gas già installati per le utenze industriali e 1,2 milioni per quelle residenziali. Segue la Smart Car, con 5,3 milioni di auto connesse in Italia, un settimo del totale parco circolante: nella maggior parte dei casi (88% dei veicoli) la connettività è garantita da box GPS/GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative, anche se stanno crescendo velocemente (+135%) le auto nativamente connesse.

Nel resto del mercato si consolidano le soluzioni di Smart Building (18%), in particolare per la videosorveglianza e la gestione degli impianti fotovoltaici, quelle di Smart Logistics (11%) per la gestione di flotte aziendali e antifurti satellitari, con 700.000 automezzi connessi tramite SIM, quelle di Smart City & Smart Environment (9%), tra cui si segnalano 200.000 mezzi di trasporto pubblico monitorati da remoto e 600.000 pali di illuminazione intelligente. E poi la Smart Home (7%), soprattutto con applicazioni di antintrusione e termostati controllati a distanza, e lo Smart Asset Management (5%) per gestire da remoto 340.000 gambling machine, 300.000 ascensori e 80.000 distributori automatici. Segno del cambiamento in atto sono anche i numeri in aumento degli oggetti fisici. A fine 2015 sono circa 10,3 milioni quelli connessi in Italia tramite rete cellulare (+29%), a cui si aggiungono quelli che sfruttano altre tecnologie di comunicazione: oltre ai 36 milioni di contatori elettrici connessi da tempo tramite PLC, ci sono in particolare i 500.000 contatori gas tramite radiofrequenza Wireless M-Bus 169 MHz e i 600.000 lampioni connessi tramite PLC o radiofrequenza.

“Questi numeri denotano una crescita esplosiva dell’Internet of Things in Italia – afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori digital innovation del Politecnico di Milano – Ma il cambio di passo del 2015 non è racchiuso solo nella crescita del mercato. Ancor più importante è il consolidamento delle basi per lo sviluppo su tutti i fronti: città, consumatori e imprese. L’installazione di nuove reti di comunicazione dedicate all’IoT nelle prime città italiane, l’evoluzione dell’offerta in ambito Smart Home, sempre più integrata con servizi assicurativi e pronta a sbarcare anche nelle catene della grande distribuzione, i servizi innovativi per l’Industry 4.0 costituiscono presupposti importanti per il futuro. E l’IoT è sempre più una realtà in Italia”.

“Uno degli aspetti chiave per lo sviluppo futuro dell’Internet of Things è la valorizzazione dei dati raccolti, su cui ancora non ci sono strategie consolidate – spiega Angela Tumino, direttore dell’osservatorio Internet of Things – I dati possono essere sfruttati nei processi interni all’azienda, riducendo i costi e migliorando l’efficacia verso i clienti, oppure possono generare valore all’esterno con la vendita a terzi, aprendo a nuove opportunità di business. La disponibilità di dati puntuali sull’utilizzo dei prodotti grazie all’IoT rende possibili nuove strategie di prezzo ‘pay-per-use’, che iniziano a interessare non solo i servizi, come l’assicurazione auto che varia in base alla percorrenza annua, ma anche i prodotti, come gli pneumatici pagati in base ai chilometri percorsi. In alcuni casi la vendita è addirittura incentivata proprio per avere accesso a nuovi dati, che costituiscono fonte di valore per le aziende, come nel caso dei dispositivi wearable promossi da parte delle assicurazioni. In molti casi le modalità di utilizzo dei dati sono solo parzialmente note nel momento in cui si progetta una applicazione IoT: una parte considerevole del valore può rimanere inizialmente implicita, emergendo solo quando ci si interroga sul “potenziale nascosto” del proprio patrimonio informativo”.

Per il 2016, spiega l’osservatorio in una nota, si attende una crescita importante in particolare per gli ambiti Smart Home, Smart City, Industrial IoT e Smart Car. Per la casa stanno nascendo infatti nuovi servizi e canali commerciali, con investimenti in spazi espositivi nei negozi dei principali retailer: la grande distribuzione – rimasta ai margini fino a questo momento – costituirà un nuovo punto di contatto con i clienti, insieme all’online, alle assicurazioni e alla filiera tradizionale della domotica. Per la creazione della città intelligente, si stanno installando le prime reti in ottica Smart Urban Infrastructure: oltre ai progetti sperimentali finanziati dall’Aeegsi che integrano applicazioni di Smart Metering multiservizio con altri servizi, emerge dallo studio, stanno partendo numerose iniziative che prevedono l’installazione di reti di comunicazione dedicate all’IoT. Nelle fabbriche, l’Industrial Internet sarà protagonista nei programmi nazionali di digitalizzazione del comparto manifatturiero, a cominciare dalle applicazioni più mature per l’efficienza energetica e la gestione degli asset. Ma molte innovazioni interessano anche l’ambito della Smart Car: una nuova auto su cinque immatricolata in Italia è dotata di connettività nativa a bordo, con la possibilità di aggiungere altri servizi oltre alla chiamata di emergenza. Stanno cambiando i rapporti di forza tra gli attori (produttori, rete di assistenza, operatori telematici, assicurazioni) e il box assicurativo non sarà più solamente venduto e installato ex post sul veicolo, ma potrà essere incorporato in fase di produzione.

 

Fonte: http://www.corrierecomunicazioni.it/

Facciamo un ripasso: Internet of Things, gli ambiti applicativi in Italia.

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 27 giugno 2016

Internet delle cose è un neologismo utilizzato la prima volta da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT, Massachussets Institute of Technology, che nasce dall’esigenza di dare un nome agli oggetti reali connessi ad internet.

L’evoluzione di internet ha esteso internet stesso ad oggetti e luoghi reali, che ora possono interagire con la rete e trasferire dati ed informazioni (da qui la forte relazione tra Big Data, Analytics e Internet of Things). L’oggetto interagisce con il mondo circostante, in quanto è dotato di “intelligenza”, ovvero reperisce e trasferisce informazioni tra rete internet e mondo reale.

In questo modo può essere data una “identità elettronica” a tutto ciò che forma il mondo che ci circonda.

Che cos’è e a cosa serve l’Internet delle cose?

Gli oggetti connessi nel mondo attraverso questa nuova tecnologia sono ormai svariati miliardi, e nuovi ambiti lavorativi e l’economia ne vengono influenzati. Ma molti si chiedono: 

“Cos’è realmente l’Internet of things?”

“A cosa serve questo Internet delle cose?”

Prima di rispondere a questa domanda, occorre considerare che questo fenomeno è presente da molto più tempo rispetto al momento in cui è stata coniata questa definizione. Gli utenti che hanno oggetti riconducibili all’Internet delle cose, come braccialetti o orologi intelligenti, spesso non sanno di poter dire di utilizzare un oggetto dell’IoT (ovvero connesso). 

Da alcuni studi sull’internet delle cose emerge come molti italiani non sappiano cosa sia realmente l’Internet of Things, pur avendo con sè dispositivi che si basano su questa nuova tecnologia. Ad esempio l’osservatorio IoT del politecnico di Milano, riassume in questo modo la situazione italiana che emerge dal rapporto “Internet of Things: Smart Present o Smart Future?“.

L’internet delle cose associa il tema di Intenet con gli oggetti reali della vita di tutti i giorni, oggetti (e dispositivi) che saranno sempre più connessi e che stanno dando vita a una rete ancora più fitta di presenza sul territorio e in tutti gli ambienti che necessitano di controllo, automazione e rilevamento. Alcuni esempi sono:

  • termostati;
  • videocamere;
  • rilevatori di luminosità; 
  • rivelatori di umidità;
  • orologi;
  • wearable (oggetti da indossare, come braccialetti connessi e orologi);
  • sensori ambientali e territoriali. 

Tutti oggetti “intelligenti” che sono chiamati a comunicare in una forma sempre più interconnessa.

Ecco un video dal sito della comunità europea, che spiega in 45 secondi cos’è l’Internet delle cose (in inglese):

Con Internet delle cose si può indicare un insieme di tecnologie che permettono di collegare a Internet qualunque tipo di apparato. Lo scopo di questo tipo di soluzioni è sostanzialmente quello di monitorare e controllare e trasferire informazioni per poi svolgere azioni conseguenti.

In ambito cittadino ad esempio un rilevatore collocato in una strada può controllare i lampioni e segnalare se la lampada funziona, ma lo stesso rilevato potrebbe, se adeguatamente attrezzato, segnalare anche informazioni sulla qualità dell’aria o sulla presenza di persone.

Evoluzione dell’IoT e aspettative di crescita

Quanti sono gli oggetti connessi?

Le maggiori società di ricerca, come Accenture tra le altre, sostengono che si arriverà a oltre 25 miliardi di apparati Iot entro il 2020.

Molti operatori del settore ritengono che il numero sarà ampiamente superato e già questo rappresenta una straordinaria opportunità di business per tutti gli operatori del settore.

Autori quali Adrian McEwen (con il libro Designing the Internet of Things) parlano di creatività e IoT, e di come le prossime idee e prodotti vincenti avranno bisogno di collegare oggetti della vita di ogni giorno con internet e con la tecnologia.

E come cresce la diffusione di apparati e sensori ancora di più cresce la mole di dati che dovranno essere gestiti e cresce il numero di applicazioni che dovranno essere sviluppate.

Sotto questo profilo è prevedibili una importante opportunità di business in termini di diffusione di piattaforme di sviluppo e così pure in termini di soluzioni di connettività e sotto questo profilo si nota già una crescita di interesse molto importante da parte delle telco. Un altro ambito di crescita fondamentale è rappresentato dai system integrator e delle società di consulenza.

IoT vuol dire integrazione e apre importantissime prospettive in termini di rivisitazione dei sistemi informativi aziendali. Anche da questo punto di vista l’IoT rappresenterà una importante occasione di sviluppo.

Dopo diversi anni di curiosità e di sperimentazione dell’ Internet of Things, in Italia si iniziano a vedere i primi risultati concreti che presentano diversi gradi di applicazione: le realtà più consolidate, quelle sperimentali e quelle embrionali. Il rapporto analizza 340 applicazioni IOT avviate da imprese private o pubbliche amministrazioni in Italia e all’estero.

Esempi dell’ Internet delle Cose

Dal frigorifero di casa, all’orologio, al semaforo, tutti possono essere considerati esempi di IoT. L’importante è che questi oggetti siano connessi alla rete, e che abbiano la possibilità di trasmettere e ricevere dati. In questo modo, questi oggetti diventano “intelligenti”, e possono attivarsi e disattivarsi “da soli” e secondo le necessità. 

Ad esempio, in Svizzera esistono semafori intelligenti, che diventano verdi quando “vedono” che una macchina e vicina al semaforo, e che dall’altro lato non sta passando nessuna macchina. Anche per Bticino ci sono novità e sviluppi sull’IoT.

Questo, come altri, sono esempi di come gli oggetti prendono “vita”, e di come questi oggetti possono essere collegati tra loro e con la vita reale di tutti i giorni. Ecco il futuro descritto da Orwell e dai romanzi distopici, nel presente. 

Questi dispositivi ed oggetti connessi possono tra l’altro collegarsi a software di analisi dei dati (ad esempio Google Universal Analytics) e in questo modo trasmettere dati ed informazioni dalla vita reale direttamente ai computer ed ai software di analisi. Aprendo la strada ai Big Data

Almaviva lancia la prima piattaforma italiana per l’Internet delle cose. La nuova piattaforma tutta italiana si chiama Giotto, e riesce a connettere diversi dispositivi e farli interagire tra loro e con le persone, i servizi e le applicazioni.

I tre gradi di maturità delle applicazioni IoT

Gli ambiti applicativi si possono suddividere in 3 gradi di maturità: applicazioni consolidate, applicazioni sperimentali e applicazioni embrionali. In Italia le applicazioni consolidate coincidono con le più semplici, le applicazioni attualmente in fase sperimentale sono quelle che più si avvicinano al paradigma dell’Internet of Things e le embrionali sono i progetti per il futuro.

a) Applicazioni consolidate

Le applicazioni più diffuse e riuscite in Italia sono quelle legate alle soluzioni più semplici e di immediata realizzazione. Si pensi per esempio alla videosorveglianza e alla sicurezza nelle smart home finalizzata al controllo e all’antintrusione o alla gestione delle flotte aziendali; alla tracciabilità degli oggetti di valore così come al monitoraggio del traffico cittadino in ambito smart city. All’interno di questi ambiti l’Internet of Things italiano cresce sempre più, data l’applicazione immediata e di facile utilizzo e gestione. Tuttavia queste applicazioni così semplici limitano fortemente le potenzialità di apertura e raggiungibilità tipiche dell’Internet delle cose.

Iniziano tuttavia a diffondersi lentamente soluzioni più vicine al paradigma Internet of Things. Tra queste troviamo i contatori intelligenti (smart meetering) per misurare i consumi, le soluzioni domotiche, la sicurezza delle persone, i servizi di infomobilità e la registrazione dei parametri di guida. Il mercato di queste soluzioni applicative nel nostro Paese procede lentamente, ma lavorando e ragionando sul valore reale che producono a lungo termine, sarà possibile raggiungere la loro diffusione in breve tempo. Perché questo accada è necessario che le aziende ridefiniscano le strategie di comunicazione con i potenziali utenti.

b) Applicazioni sperimentali ed embrioali

Nella seconda fascia rientrano le soluzioni che rispecchiano il concetto di Internet of Things. Ad esempio le soluzioni basate su tecnologie RFId per la supply chain, che sono alla base dell’Internet delle cose, in Italia stentano a decollare.

Questo a causa di una scarsa collaborazione tra gli attori della filiera. La stessa lentezza si riscontra sulle tecnologie nell’ambito eHealth (IoT per salute e medicina), in cui il telemonitoraggio dei pazienti potrebbe ridurre drasticamente i costi ospedalieri. Occorrerebbe un forte impegno del soggetto pubblico che dovrebbe pensare ai vantaggi a lungo termine e agire di conseguenza finanziando i progetti.

Vi sono infine diversi ambiti in cui l’Internet of Things è stato soltanto immaginato. Questo avviene in sperimentazioni di piccola scala e tra queste le più avanzate si trovano in ambito energetico con le Smart Grid.

I settori più interessati da applicazioni di IoT sono la Smart Home, lo Smart Building, la Smart City e la Smart Mobility, ma anche, e da molto tempo, lo Smart Manufacturing. Nell’ambito dell’energia è molto diffuso lo Smart Metering mentre nel mondo della mobilità nuove opportunità sono in arrivo nell’ambito delle Smart Car.

L’IoT porta “intelligenza” nei sistemi di elaborazione dell’informazione. Attraverso l’Internet of things le cose possono essere comandate a distanza (controllo remoto delle cose), e sono capaci di trasmettere dati dai quali si possono estrarre informazioni utili sul funzionamento di tali oggetti, e sull’interazione tra questi oggetti e chi gli utilizza (il consumatore). Da qui le critiche relative alla privacy in relazione con l’IoT, e alla trasparenza nel trattamento dei dati personali, oltre che alla sicurezza.

Applicazioni dell’internet delle cose possono essere individuate nella:

  • Domotica (ovvero la tecnologia applicata alle case, per gestire ad esempio frigoriferi, lavatrici, il telefono, etc.)
  • Robotica (ovvero ingegneria e tecnologia che permettono ai robot di “prendere vita”, ovvero di far fare ai robot compiti oggi svolti dagli esseri umani)
  • Avionica (ovvero la tecnologia applicata agli aeromobili ed al pilotaggio, come ad esempio sistemi di comunicazione sugli aerei, autopilota, etc.)
  • Industria automobilistica (che studia nuove applicazioni per le auto, come ad esempio tergicristalli intelligenti che si attivano da soli quando inizia a piovere, fino ad arrivare ad automobili “intelligenti”, le smart car, ovvero capaci di guidare da sole ed assistere il guidadore, come sta tentando di fare Apple, ma anche Google)
  • Industria Biomedicale (ovvero l’IoT applicato alla medicina, come la gestione remota dei pazienti, fino ad arrivare ad interventi chirurgici fatti a distanza)
  • Telemetria (che si occupa di sviluppare la trasmissione di dati ed informazioni tra media)

Esistono inoltre molti ambiti applicativi dell’IoT, elencate di seguito.

1. Smart City

Le città intelligenti (alcuni le chiamano città sensibili) si riferiscono a strategie di pianificazione urbanistica che migliorano la qualità di vita in città, e cercano di soddisfare le esigenze ed i bisogni dei cittadini.

Le tecnologie adottate per realizzare città intelligenti (o parti di esse) permettono di relazionare infrastrutture (oggetti) con gli abitanti della città. Esempi sono semafori intelligenti (che diventano verdi quando non passano macchine dal senso opposto) oppure sistemi innovativi per la gestione e smaltimento dei rifiuti, altre innovazioni ambientali, energetiche, di mobilità, comunicazione, ed urbanistiche.

Tra i settori sui quali si assiste a un maggior imteresse a livello di industriale e di pubbliche amministrazione rileviamo tutto il mondo delle Smart City che si accompagnano con tematiche legate ai progetti della pubbliche amministrazioni e ai temi pià strategici come quelli relativi agli Open Data. Qui maggiori approfondimenti.

2. Smart Building e Smart Home

Le differenze sostanziali tra edifici e case intelligenti è che, mentre le smart home (case intelligenti) si rivolgono soprattutto ad un pubblico “consumer” ovvero a consumatori e fruitori finali dei servizi (esempi possono essere regolare la temperatura della casa a distanza, oppure sensori di rilevamento per le persone in casa), le smart building (edifici intelligenti) si rivolgono soprattutto al B2B, ovvero alla realizzazione ed ottimizzazione di palazzi ed uffici, per dotarli di oggetti intelligenti che interagiscano con l’ambiente interno (ad esempio gestione della luce e dell’energia elettrica).

Il mondo dello Smart Building prosegue su un doppio binario, con una componente che guarda principalemnte al mondo domestico (case intelligenti) e che sta accendendo fenomeni di attenzione verso il mondo consumer e una componente professionale (smart building) che è ormai diventata patrimonio comune di sviluppo e progettazione da parte di progettisti e architetti. Qui maggiori approfondimenti. 

3. Smart Mobility

Il tema della mobilità è assolutamente centrale per determinare la qualità della vità delle nostre città e come è stato più volte enfatizzato non può esserci Smart City se non c’è Smart Mobility. Sono tante le imprese che stanno pesantemente investendo in questo settore anche perchè nella dimensione ddlle Smart Car e della Connected Car ma anche applicazioni legate al mondo del trasporto ferroviario con treni controllati da IoT, apre grandissime opportunità di business. Qui maggiori approfondimenti.

4. Smart Manifacturing

Lo Smart Manufacturing è stato certamente uno dei precursori del mondo IoT. Applicazioni IoT sono attive da tanti anni, da ben prima che si iniziasse a parlare di Internet delle cose. Oggi questo settore è uno dei più maturi e unisce tematiche legate all’automazione con tematiche legate al mondo della robotica. Qui maggiori approfondimenti.

5. Smart Agriculture

Qual è l’impatto sull’ambiente dell’Internet of Things?

Il Precision farming o Smart Agriculture chiamato anche Agrifood è uno dei settori con la più elevata opportunità di sviluppo e con la più bassa penetrazione, ad oggi, di soluzioni digitalizzate.

Si tratta di un settore che a livello di sensoristica ambientale e territoriale, di applicazioni per il meteo, di automazione di apparati per la gestione sempre più precisa di acqua, fertilizzanti, concimi, agrofarmaci necessità di soluzioni digitali.

Le sperienze sono tante e solo legate all’utilizzo dei droni, a sensoristica che rimanda ai temi dell’Internet della Terra, a soluzioni di logistica innovativa per la Smart Agriculture, o ancora a soluzioni per l’agroenergy o a operazioni che puntano a migliorare il rapporto legato a cibo e sostenibilità. Qui maggiori approfondimenti.

6. Pubblica amministrazione: trasporti, energia, sostenibilità, rifiuti, ambiente

Oggi le pubbliche amministrazioni ricoprono un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’Interne delle cose. Spesso la tecnologia è regolamentata, finanziata e gestita dal settore pubblico anche nella prospettica dell’Intelligent Transport System (ITS), che spesso è anche committente. Per quanto riguarda il ruolo regolatore si citano due esempi: il monitoraggio del corretto funzionamento e della posizione delle gambling machine o l’introduzione obbligatoria dei contatori intelligenti per il telecontrollo e la telegestione.

Secondo gli analisi dell’Osservatorio, il soggetto pubblico può e deve promuovere azioni di indirizzo stanziando finanziamenti straordinari destinati a enti pubblici e aziende private: questo può accadere ad esempio per la riduzione dei consumi energetici o per la sostenibilità delle aree urbane. Infine il soggetto pubblico spesso è anche committente: è il caso dell’Internet of Things utilizzato per l’illuminazione stradale o per il monitoraggio preventivo del territorio.

Privacy, dati sensibili e garante europeo

Quello della privacy e della tutela dei dati personali e sensibili è un altro punto importante dell’internet delle cose. 

Evento importanti in questo settore è quello di Truste sulla privacy nell’IoT. L’America è già avanti su questa tematica, ad esempio sul sito del Federal Trade Commission è presente un documento su “Internet of Things: Privacy & Security in a connected World“.

In Italia, il garante della privacy avvia consultazione per definire regole e tutele in merito all’internet delle cose. Ecco un estratto direttamente dal loro sito

“In particolare, l’Autorità intende acquisire elementi sulle modalità di informazione degli utenti, anche in vista di un eventualeconsenso; sulla possibilità che fin dalla fase di progettazione dei servizi e dei prodotti gli operatori coinvolti adottino soluzionitecnologiche a garanzia della privacy degli utenti (la cosiddetta “privacy by design”); sul ricorso a tecniche di cifratura eanonimizzazione delle informazioni; sulla interoperabilità dei servizi; sulla adozione di strumenti di certificazione.”

Oggetti connessi e crescita del web semantico

Nell’ambito applicativo delle soluzioni più semplici la diffusione è in forte crescita. A dicembre 2011 quasi tutti i contatori installati in Italia erano smart e gli oggetti connessi tra loro tramite rete cellulare erano 3,9 milioni: il 10% in più rispetto all’anno precedente. Oggi l’ambito più rilevante è la Smart Car, gli oggetti connessi legati a questa tecnologia sono il 43% degli oggetti connessi totali. Si prevede che questa percentuale salirà l’anno prossimo soprattutto per quanto riguarda le applicazioni di monitoraggio delle autovetture per finalità assicurative e di infomobility.

Inoltre c’è da menzionare che, con Internet of Things, oltre temi quali privacy e sicurezza, rientrano anche terminologie quali :

  • IPv6 (successore dell’Internet Protocol IPv4) che semplifica configurazione e gestione delle reti IP
  • Cloud computing, ovvero la tecnologia che permette di salvare i dati su un cloud virtuale (nuvola) dove questi dati possono essere reperibili senza la necessità di trovarsi su una macchina fisica, come un computer fisso o un laptop
  • Big Data, di cui si è già parlato, ovvero la grande quantità di dati a disposizione ora che gli oggetti sono connessi e comunicano dati sul loro utilizzo. Questo tema in particolare solleva dubbi sulla sicurezza derivante dall’IoT, e su temi quali privacy e trattamento dei dati personali e dati sensibili.

 

Fonte: http://www.internet4things.it/