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Il MISE apre il bando per i voucher alle PMI che innovano nel digitale: 100ML

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 20 ottobre 2017

 

Non si tratta più di capire quanto conti la digitalizzazione per le piccole e medie aziende: questa domanda, infatti, è già andata in cantiere da un po’. Ciò che conta, adesso, è adeguarsi velocemente alle imprese europee e non che animano i mercati internazionali e che – in quanto a digitalizzazione – sono già molto avanti rispetto alle nostre. Ed essendo tanto il terreno da recuperare, questo è il momento giusto per farlo: il MISE (Ministero per lo Sviluppo Economico) pare averlo capito, considerando l’apertura del bando per i voucher da consegnare alle PMI che hanno in programma la digitalizzazione. È quindi il caso di approfondire questo aspetto insieme agli altri più importanti, relativi alla new mission delle PMI italiane.

MISE: al via il bando per la digitalizzazione delle PMI

Il MISE ha deliberato il lancio di un bando che avrà lo scopo di favorire la digitalizzazione delle PMI italiane: si potrà contare su un totale di 100 milioni di euro (attualmente 67,5 più un’ulteriore iniezione di 32,5 milioni entro la fine dell’anno) forniti dal PON (Programma Operativo Nazionale). I suddetti milioni verranno messi a disposizione delle piccole e medie aziende vincitrici del bando sotto forma di voucher per un valore massimo di 10.000 euro per PMI. «Con congruo anticipo – fa sapere il Ministero – saranno rese note le modalità di presentazione e forniti i moduli da utilizzare».

Lo sfruttamento dei suddetti voucher sarà evidentemente limitato a tutte le spese legate alla digitalizzazione dell’impresa, inclusi ad esempio l’acquisto di software o di materiale hardwarei corsi formativi e il canone per la connessione Internet. Su questo punto la digitalizzazione sta facendo passi da gigante soprattutto grazie a compagnie private come Vodafone che stanno investendo per estendere l’ADSL in fibra ottica sul territorio, per permettere a tutti, imprese e cittadini, di avere una connessione di ottima qualità. Infatti la “conditio sine qua non” della digitalizzazione è appunto una ottima connessione alla rete.

Digitalizzazione aziendale: i vantaggi per le PMI

La digitalizzazione delle aziende è supportata da piani come “Industria 4.0”, in uno scenario in cui anche le PMI si trovare ad affrontare mercati sempre più spesso correlati al digitale. Dunque la digitalizzazione consentirebbe innanzitutto di avere finalmente accesso a un mercato legato a doppio filo alla potenza di connessione, e alle opportunità di sfruttare tutti i vantaggi commerciali legati alla rete, come ad esempio quelli offerti dall’eCommerce. Inoltre, digitalizzazione significa anche efficientamento delle catene di produzione e della gestione delle logistiche interne, che toccano aspetti come la gestione del magazzino, della fatturazione e delle spedizioni tramite software appositi.

Digitalizzazione delle PA: il piano triennale

Non solo aziende: il Governo si sta muovendo in modo piuttosto deciso anche per digitalizzare le Pubbliche Amministrazioni, così da permettere una gestione amministrativa più snella delle pratiche e ovviamente un accesso facilitato da parte dei cittadini. Il piano per la digitalizzazione delle PA, che avrà una durata triennale, verrà inquadrato all’interno di quella grande mole di iniziative volte alla digitalizzazione di tutte le Pubbliche Amministrazioni a più livelli, con un investimento complessivo di circa 4,6 miliardi di euro. Fra le altre cose, il piano prevede anche uno standard digitale che renderà compatibili tutte le piattaforme della PA, così da snellire ancor di più uno dei settori a oggi ancora legati a lente burocrazie.

COLLEGATI AL SITO E SCOPRI COME: http://www.voucher-digitalizzazione.it/

Fonte: https://www.digital4.biz

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Fattura elettronica cosa è necessario fare da parte degli attori del sistema.

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 16 ottobre 2017

 

La fatturazione elettronica cerca il decollo, ma bisogna interrogarsi sul perché un operatore economico deve scegliere questa procedura di certificazione dei corrispettivi. Inoltre bisogna domandarsi perché gli incentivi previsti dall’attuale normativa non sembrano essere di per sé idonei a fare da volano per l’implementazione delle relative procedure informatiche. Infine bisogna interrogarsi su cosa si dovrebbe ancora fare, sul piano normativo o interpretativo per rendere veramente attrattiva la dematerializzazione dello specifico processo. Sotto questo profilo è necessario identificare quali scelte ovvero quali comportamenti devono tenere i vari attori del sistema nazionale a partire dal legislatore e dalla amministrazione finanziaria fino ad arrivare alle associazioni di categorie, ai professionisti e alle imprese.

Perché un’impresa dovrebbe passare alla fattura elettronica, trasmettendo la stessa tramite il sistema di interscambio dell’agenzia delle Entrate (Sdi)? La risposta la troviamo nel fatto che una tale scelta porterebbe dei benefici nell’integrazione dei processi informatici tra fornitore e cliente, potendo finalmente condividere un modello e un formato comune; inoltre, in particolare con riferimento alla fattura passiva, si riducono gli errori di contabilizzazione e di trasmissione dei dati; se si passa poi dallo SdI si evitano problemi di conservazione dei documenti perché è direttamente il sistema che trattiene e conserva i dati delle fatture; infine si avrebbe una perfetta tracciabilità della fattura dalla sua emissione alla sua conservazione con benefici per la dimostrazione della autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto del documento emesso, trasmesso, ricevuto e conservato, con effetti diretti anche sui pagamenti ovvero sull’applicazione degli interessi di mora. L’adozione della fattura elettronica presenta concreti vantaggi anche per lo Stato e per l’agenzia delle Entrate consentendo tra l’altro una maggiore tempestività nel riceve le informazioni e nel processarle. In questo senso la fattura elettronica si coniuga perfettamente con le comunicazioni trimestrali dei dati fatture e delle liquidazioni periodiche Iva.

Perché gli attuali incentivi non sono considerati sufficienti?Innanzitutto i benefici esistenti non sono collegati solo alla fatturazione elettronica, ma si ricollegano all’opzione che il contribuente può operare ai fini della trasmissione dei dati di fatturazione; inoltre quelli previsti non sono considerati effettivamente fruibili. In effetti, ad esempio, la riduzione di ben 2 anni dei termini di accertamento è collegata a un obbligo di pagamento tracciabile anche per somme irrisorie (30 euro) poco conciliabile con l’attuale sistema dei pagamenti. Infine gli incentivi economici per l’implementazione dei processi di fatturazione elettronica nelle Pmi sono troppo esigui. 

Allora cosa è ancora necessario fare da parte degli attori del sistema? Innanzitutto l’amministrazione finanziaria dovrebbe riprendere il Dm 4 agosto 2016 e disporre che la tracciabilità dei pagamenti, ai fini di rendere effettivo il beneficio della riduzione dei termini di accertamento, è necessaria sempre quando il pagamento è superiore ai limiti imposti per l’utilizzo del contante (attualmente 3mila euro). Questa regola sarebbe utile a stimolare l’opzione, aiuterebbe anche l’utilizzo alla fattura elettronica e non risulterebbe incompatibile con la previsione del Dlgs 127/2015. 

Inoltre, bisognerebbe prevedere che, almeno per i soggetti obbligati, i dati inviati allo Sdi siano acquisiti e conservati direttamente dall’agenzia delle Entrate anche in assenza di opzione. Questo stimolerebbe tutti coloro che hanno rapporti con la Pa e stimolerebbe la stessa Pa ad adottare la fattura elettronica anche nel ciclo attivo. Il legislatore dovrebbe riscrivere le misure relative agli incentivi economici diretti alle Pmi per l’implementazione dei processi di dematerializzazione e dovrebbe considerare, in modo concreto, l’opportunità di rendere obbligatoria (in modo graduale) la fattura elettronica. Per le associazioni di categoria e per i professionisti il compito è di favorire la dematerializzazione dei processi fornendo soluzioni ai propri associati e ai propri clienti. In effetti, questo sforzo avrebbe non pochi effetti positivi nell’attività che attualmente questi enti e soggetti svolgono per i propri assistiti. 

Infine le imprese e i contribuenti in genere dovrebbero sfruttare al meglio le possibilità che derivano dall’utilizzo della tecnologia e dovrebbero fare degli sforzi concreti non solo per adottare la fattura elettronica, ma anche per gestire in modo automatico l’intero ciclo attivo e passivo di fatturazione

Fonte: Il sole 24 ORE

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Fatturazione elettronica: tutto ciò che è obbligatorio sapere.

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 25 agosto 2017

QUALI SONO I BENEFICI DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA?
I benefici della Fatturazione elettronica – tra imprese e verso la PA – e, più in generale, quelli della Digitalizzazione di tutti i processi di relazione con clienti e/o fornitori, emergono evidenti dalle ricerche dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e eCommerce B2B della School of Management del Politecnico di Milano.

Il beneficio ottenibile passando da un processo tradizionale basato su carta alla Fatturazione elettronica, per organizzazioni che producono/ricevono un volume di Fatture superiore alle 3.000 Fatture/anno, si assesta tra i 7,5 e gli 11,5 euro a fattura. Questo beneficio deriva in larga parte da risparmi legati alla riduzione dell’impiego di manodopera per (i) attività di stampa e imbustamento; (ii) gestione della relazione con il cliente (tempi dedicati a capire se la Fattura è effettivamente arrivata, se è stata presa in carico, se e quando verrà pagata ecc.) e (iii) gestione della conservazione, che introduce risparmi legati all’eliminazione dei costi di gestione dell’archivio cartaceo.

Traslando questa stima anche su chi gestisce un numero inferiore di Fatture/anno, guardando alle sole componenti fondamentali legate al “fare la Fattura” – Composizione, Stampa e Consegna della Fattura al cliente, senza guardare alla Conservazione – è comunque possibile identificare tre diversi scenari di gestione della “Fatturazione Attiva”: spedita via posta cartacea; su carta e consegnata a mano; file allegato a una email o PEC. Per ciascuno di questi scenari, il costo del processo tradizionale (comprensivo della manodopoera dedicata all’attività) per la produzione di una Fattura si aggira in questi range:

 
  • Fattura spedita a mezzo posta – tra 2,9 e 3,7 €/Fattura;
  • Fattura consegna a mano – tra 2,6 e 3,5 €/Fattura;
  • Fattura inviata tramite posta elettronica (email o PEC) – tra 1,8 e 2,4 €/Fattura.

Fare Fatturazione Elettronica comporta un sostanziale ripensamento delle logiche di gestione della Fatturazione Attiva. Sempre con riferimento alle sole attività legate al “fare la Fattura”, ai tre scenari precedentemente presi in considerazione ne possono subentrare altri 3, il cui costo diretto per il fornitore è rispettivamente pari a:

  • Upload di un documento (o pacchetto di documenti) su Web da cui si genera XML FatturaPA – tra 0,9 e 1,2 €/Fattura;
  • Data Entry su form Web – tra 1,3 e 1,7 €/Fattura;
  • Generazione XML FatturaPA direttamente da gestionale e invio a Sistema di Interscambio tramite PEC – tra 1,4 e 1,8 €/Fattura.

Senza considerare la Conservazione, quindi, la Fatturazione elettronica si dimostra mediamente conveniente rispetto ai modelli di Fatturazione “tradizionali” anche per le realtà più piccole. Diventa poi sostanziale – ovviamente – saper comparare questi risparmi con il costo della soluzione adottata. Generalizzando ulteriormente queste analisi e provando a trasferirle sull’intero Sistema Paese, la stima del beneficio complessivo legato, per esempio, all’obbligo di Fatturazione elettronica verso la PA, ammonta (a regime) a circa 1 miliardo e 500 milioni di euro all’anno: 1 miliardo lato PA e il resto risparmiato dalle imprese che ne sono i fornitori. 

Intendiamoci: questi risparmi sono credibili e ottenibili concretamente qualora i processi di gestione accompagnino la Fattura Elettronica in digitale dal momento della sua emissione fino alla sua conservazione, comprendendo per esempio i workflow autorizzativi e le riconciliazioni automatiche con i dati già presenti a sistema di ordini o bolle entrate merci. Esempi di processi degeneri in parte in digitale e in parte analogici e su carta sono storture che non porteranno mai i benefici descritti e rischiano di rappresentare invece un costo di gestione persino superiore a quello tradizionale del solo cartaceo.

QUAL’E’ IL VERO VALORE DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA?
Restando nell’ottica del Sistema Paese, l’estensione dei principi ispiratori della Fatturazione elettronica a tutti i documenti del Ciclo dell’Ordine, sempre nelle relazioni tra imprese e PA, porta a stimare un risparmio conseguibile di 6,5 miliardi di euro/anno. Un valore che, per magnitudo, comincia ad avvicinarsi a quelli che si cercano di recuperare attraverso le leggi di stabilità. E l’ipotesi – forse avveniristica ma non certo impraticabile – di estendere questo modello a tutte le relazioni commerciali del nostro Paese, non solo verso la PA ma anche – anzi, soprattutto! – tra imprese, consente di inquadrare un beneficio raggiungibile misurabile in circa 60 miliardi di euro/anno. Ben lungi dall’essere un immediato flusso di cassa a disposizione di cittadini, imprese o PA, questo valore rappresenta però molto bene, valorizzandola in €, la somma dei costi per materiali, spazi e manodopera oggi impegnata in attività ormai a scarsissimo valore aggiunto: è dunque una misura (in €) del potenziale recupero di competitività per l’intero Sistema Paese, se si adottassero gli strumenti digitali a supporto delle relazioni B2b.

Il vero valore della Fatturazione elettronica non è quello di poter inviare Fatture senza passare dalla posta cartacea e dal postino, bensì quello di stimolare le imprese a emettere, ricevere e gestire documenti transazionali di business in formato elettronico elaborabile. Il “clamore” sulla Fatturazione elettronica è legato alla forte attenzione che ricade sul documento Fattura, in quanto:

  • è un documento cardine nelle relazioni verso i partner di business;
  • apre la porta al pagamento;
  • ha valore fiscale;
  • è usabile per ottenere finanziamenti;
  • ha importante valore giuridico.

Tuttavia, è altrettanto vero che non di sole Fatture si compone la relazione commerciale con i propri clienti o fornitori: ci sono gli Ordini, le Conferme d’Ordine, gli Avvisi di Spedizione, i Documenti di Trasporto, le prove di avvenuta consegna, gli avvisi di ricezione merci, le bolle entrata merci o gli stati avanzamento lavori, ecc. Ciascuno di questi documenti può essere concretamente (cioè con la giusta tecnologia e nel rispetto delle norme vigenti) gestito con le stesse logiche con cui si affronta la Fatturazione Elettronica: in formato elaborabile e, ove richiesto, adottando la conservazione digitale a norma. E ancora di più: un approccio corretto alla digitalizzazione dell’intero ciclo Ordine-Pagamento non dovrebbe limitarsi alla sola Fattura ma dovrebbe mirare a ricucire l’intero processo, dalla digitalizzazione degli Ordini per arrivare fino al Pagamento.

Il vero valore della Fatturazione Elettronica sta quindi nel creare cultura digitale, abituando le imprese del nostro Paese – storicamente lente, poco convinte nella digitalizzazione delle relazioni B2b e nel passato frenate da un quadro normativo “innamorato” del cartaceo – a gestire documenti in ingresso o in uscita in formato elettronico elaborabile (si veda anche questo articolo “Imprese digitali, la e-fattura è solo il primo passo“). In quest’ottica, proprio la Fatturazione Elettronica verso la PA può rappresentare un ottimo “innesco”, in quanto è già stata praticata da oltre 750.000 fornitori: un insieme fortemente eterogeneo per area geografica di provenienza, settore di riferimento e dimensioni (grandi, medie, piccole e piccolissime imprese). E se di “innesco” si tratta, questo può impattare sia sul Ciclo Attivo (nelle relazioni verso i clienti), sia sul Ciclo Passivo (nelle relazioni verso i fornitori).

 

CONVIENE AFFRONTARE ORA LA FATTURAZIONE ELETTRONICA O E’ MEGLIO ASPETTARE?
Tra i diversi modelli con cui “fare Fatturazione elettronica” – e poi aggredire l’intero ciclo dell’Ordine – c’è solo l’imbarazzo della scelta. La domanda corretta da porsi, pertanto, non è: “qual è la soluzione giusta per me?”, ma piuttosto “quale soluzione mi consente di partire prima?” (magari proprio l’XML PA, se l’impresa fattura già al settore pubblico: alcune imprese – per esempio, Enel, Ferservizi, Telecom Italia – si sono già mosse proprio in questa direzione).

Ciò che conta, infatti, è “partire”, non identificare la soluzione perfetta. In primo luogo perché la soluzione perfetta, quasi per definizione, non esiste. In secondo luogo perché una soluzione imperfetta è comunque nettamente migliorativa rispetto a quanto si è soliti fare “con la carta” o con modelli che prevedono la gestione di informazioni non strutturate. Infine, è sostanziale e urgente affrontare quanto prima il passaggio dalle Fatture analogiche, ancora molto diffuse in Italia, alle Fatture elettroniche in formato elaborabile, sia lato Attivo sia Passivo: una volta superato questo primo passo, eventuali adattamenti a formati diversi – ma sempre digitali! – sono senza dubbio più gestibili di quanto lo sia affrontare lo stesso percorso partendo dal cartaceo e ricorrendo poi alla Conservazione Digitale (è online un vademecum per la Conservazione Digitale in cui sono dettagliati i passi per affrontarla), i costi del processo possono decrescere ulteriormente.

Un altro spunto è quello di non agire sui singoli documenti (la Fattura, il DDT, gli Ordini…) ma affrontare da subito l’intero ciclo Ordine-Pagamento, con la “vision” di digitalizzare la relazione con il maggior numero possibile di clienti e/o fornitori. Solo disponendo di questa prospettiva, infatti, è possibile delineare una roadmap corretta di progetti da mettere a terra, che consente di muoversi inizialmente per piccoli passi e porta poi a far confluire tutti gli sforzi in un approccio innovativo ampio, sistemico e integrato (per maggiori dettagli è disponibile online la piattaforma Digital B2B Transformation).

L’importante è attivarsi, ponendo al centro dell’attenzione non solo i processi interni, ma anche quelli B2B, per aggredire digitalmente i dati in fase di ingresso in azienda e uscita verso i partner di business, e ridurre così l’impatto dei flussi informativi non direttamente elaborabili.

iNebula da molti anni accompagna (e stimola) le Piccole e Medie imprese e la PA attraverso modelli corretti di adozione di processi di digitalizzazione partendo proprio dal dialogo fra PMI e PA che passa anche dalla fatturazione elettronica.

Fonte: AGENDA DIGITALE

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I prossimi eventi con Innovability

> pubblicato in Eventi
> il 21 luglio 2017

PROSSIMI EVENTI

 

SMART HOME NOW 2017
Giugno-Novembre  2017

Gli eventi Smart Home Now facilitano l’incontro tra professionisti con ESPERIENZE CONSOLIDATE e chi sviluppa il mercato dell’INTERNET of THINGS. Navigare questi due mondi è fondamentale per vincere nel mercato dinamico della Smart Home/Building e portare nuove soluzioni e servizi nelle case e negli uffici degli italiani.
• 15 Giugno 2017 – Bari
• 22 Giugno 2017 – Roma
• 29 Giugno 2017 – Trento
• 5 Ottobre 2017 – Pisa
• 9 Novembre 2017 – Milano

 

IOT CONVIVIO
Settembre-Novembre 2017

IoT Convivio è la “casa”, ovvero il punto di incontro per i nuovi Chief IoT Officer che nelle aziende utente sono responsabili di progetti e servizi di digital transformation con prevalente integrazione delle “cose”. E’ un programma di incontri riservati di approfondimento per un numero limitato di partecipanti selezionatima vuol anche offrire a un pubblico più vasto alcuni spunti di confronto, case histories e contenuti formativi emersi negli incontri – mediante webinar, interviste ed e-books. Il primo incontro ha visto circa 40 partecipanti di cui 23 rappresentanti di aziende utenti.
Gli eventi si svolgono in sedi storiche di facile raggiungibilità ma capaci di offrire un ambiente ritirato e rilassante. Una delle sedi è Villa La Valera ad Arese, che dista pochi chilometri da Milano ed è anche la sede di Innovability (House of Innovability).

Calendario provvisorio incontri primo semestre
• Arese – 28 Settembre 2017
• Fine Ottobre
• Fine Novembre

 

DISRUPTIVE WEEK 2017
23-29 Settembre 2017

Disruptive Week è una settimana di eventi dedicati allo sviluppo di tecnologie emergenti e cosiddette disruptive”, con particolare focus su IoT, Wearable, Cognitive Computing, AI, Blockchain, Bots, AR, Virtual Reality ecc. La manifestazione è “disruptive” anche nella sua struttura, si discosta in modo deciso dallo schema della fiera tradizionale e propone eventi con format innovativi e diversi a seconda del target al quale sono indirizzati: conferenze, showcase, talk show, visite d’impresa, matchmaking.

 

SMART MOBILITY WORLD
10-11 Ottobre – Torino

SMART MOBILITY WORLD, alla sua V edizione, rappresenta la più importante manifestazione europea dedicata alla mobilità sostenibile, digitale e integrata.
L’evento, grazie al format innovativo dell’EXPOFORUM, rappresenta un hub professionale per generare concrete opportunità di business, con oltre 3500 presenze di operatori internazionali.

 

IOTHINGS ROME 2017
21-22 Novembre 2017 – Roma

La manifestazione – che dal 2002 è il riferimento per il mondo della comunicazione tra macchine e l’Internet of Things – è da sempre il più importante evento italiano per fare il punto sullo stato dell’arte delle tecnologie e delle applicazioni realizzate ad oggi e per dare uno sguardo ai modelli di business e alle sfide future che attendono gli operatori italiani ed esteri.

 

ITALIA5G
21-22 Novembre 2017 – Roma

Il primo evento che vuol favorire lo sviluppo di un ecosistema aperto per la realizzazione di progetti innovativi abilitati dalla tecnologia 5G al fine di accelerare la trasformazione digitale del sistema-paese e lo sviluppo d’impresa e di occupazione.

Il Gruppo Itway e le sue società: Business-e, iNebula e 4Science

> pubblicato in Video
> il 20 luglio 2017

Il Gruppo Itway da oltre 20 anni aiuta le aziende italiane ed estere in tutte le tematiche riguardanti la sicurezza informatica. Oggi con le sue società Business-e, iNebula e 4Science è in grado di fornire soluzioni specializzate per settore e categoria.

Scopri di più guardando il video.

 

 

 

COME COSTRUIRE UNA SOLIDA STRATEGIA PER LA SICUREZZA INFORMATICA IN AZIENDA

> pubblicato in Eventi
> il 02 maggio 2017

EVENTO FORMATIVO

COME COSTRUIRE UNA SOLIDA STRATEGIA PER LA SICUREZZA INFORMATICA IN AZIENDA

ASSOLOMBARDA | via Chiaravalle, 8 20122 MILANO | 31 MAGGIO dalle ore 15 alle 18

 

GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON CYNNY SPACE E RETELIT
iNebula nella sede di Assolombarda, organizza un evento per raccontare come l’integrazione di tecnologie e competenze sia necessaria per far fronte alle sfide sulla sicurezza. Tre gli ASSET fondamentali: Struttura FISICA – Struttura APPLICATIVA – PERSONE.

Saranno nostri ospiti:
ANDREA MARCHI – CEO e Fondatore Cynny Space
STEFANO DELLA VALLE – Executive VP Sales and Marketing iNebula
DAVIDE TAMMARO – Cloud Development Manager Retelit

 

AGENDA
15.00 – 18.00 Come costruire una SOLIDA strategia per la Sicurezza informatica in Azienda

Andrea Marchi, La tecnologia Cynny Space: cloud object storage basato su tecnologia ARM®, ossia adotta il microserver più piccolo al mondo.
Davide Tammaro, La scelta del partner di riferimento per lo sviluppo di innovative soluzioni di Hybrid-Cloud.
Stefano Della Valle, L’evoluzione di iNebula nella sicurezza.

 

iNebula SAFE SPACE: servizio di Cloud Object Storage innovativo – integrazione verso il futuro della sicurezza.

  • Miglioramento della parte di object storage attraverso lo sviluppo di una piattaforma hardware-software più efficiente ed un servizio personalizzato.
  • Visione green: abbiamo scelto di utilizzare Microserver, così piccoli ed efficienti, che consumano molto meno e riducono il riscaldamento generato dai dati.
  • I dati sono salvati, protetti e conservati su sistemi di storage localizzati in Italia altamente performanti e sicuri, controllati H24x365 da personale italiano certificato che compone i nostri 2 NOC/SOC – Centri di Sicurezza.

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