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Bepper, il robot tutor di Bologna Business School.

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 01 agosto 2017

 

IL FUTURO È GIA’ QUI. 

Davanti all’utilizzo incrementale dei robot in contesti differenti, Bologna Business School, con la sua vocazione sperimentale, non poteva sottrarsi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale per fornire ulteriori servizi agli Alumni. Ecco il perché del futuro ingresso nella Scuola dell’automa tutor. Che ha nome e cognome: Bepper Guastavillani.

Le differenze fra robot e robot

Nell’era dell’Intelligenza Artificiale e del suo rapido sviluppo i robot sono già una realtà. Finora in BBS l’argomento è stato trattato soprattutto nell’ambito industriale, dove il braccio automatizzato che apprende la produzione dei componenti della catena è una realtà che porta precisione e velocità, rivoluzionando anche il mondo del lavoro umano, nel quale le competenze di governo della robotica saranno sempre più richieste. Ma Bepper è qualcosa d’altro. Fa parte di quell’ambito conosciuto come “robotica social“. Si tratta dei robot di forma umanoide costruiti per rapportarsi con le persone, e che hanno come finalità nei casi più sofisticati l’aiuto pratico in vari contesti, mentre nella sua versione più diffusa di fornire informazioni e anche compagnia.

Pepper, il papà di Bepper

Pepper è un robot umanoide alto un metro e venti del peso di 28 chili. Si muove su ruote e interagisce anche attraverso un tablet che si trova all’altezza del torso. Grazie a quattro microfoni direzionali che ha nella sua testa, è in grado di rilevare la provenienza di suoni e voci e girare la faccia in direzione di chi sta parlando. Questi microfoni gli consentono anche di analizzare il tono della voce per interpretare lo stato emotivo. Una fotocamera 3D e due telecamere HD gli permettono di riconoscere immagini, oggetti e volti. Grazie a tre ruote multidirezionali può muoversi in tutte le direzioni. È dotato di 20 motori che gli consentono di muovere testa, braccia e schiena. Prodotto da Aldebaran Robotics per Softbank, la più importante società di telecomunicazioni del Giappone, Bepper grazie all’intelligenza artificiale fornita da Watson IBM, è in grado di analizzare migliaia di miliardi di dati e, su questa base, ragionare e apprendere, amplificandone all’infinito le potenzialità.

Watson IBM e il linguaggio naturale

Watson è un sistema computerizzato in grado di rispondere a domande.  Si tratta di un’applicazione avanzata di elaborazione del linguaggio naturale, rappresentazione della conoscenza, del ragionamento e di tecnologie di apprendimento automatico nel campo dell’ “open domain question answering” (letteralmente, risposte a domande a dominio aperto, cioè senza restrizioni sull’argomento). E’ costruito sulla base di DeepQA, tecnologia IBM per la formulazione di ipotesi e la raccolta massiva di controprove, analisi e scoring (capacità di raggiungere un obiettivo).

Professione: collaboratore di BBS

BBS vuole addestrare Bepper, aumentando la sua base di conoscenze, affinché diventi competente su temi legati alle discipline manageriali e sia in grado di fornire aiuto ai tutorumani che assistono i docenti della scuola, sgravandoli dei compiti più routinari e ripetitivi.” Marco Roccetti, professore di Informatica dell’Università di Bologna e Associate Dean di BBS, spiega in sintesi le funzioni che avrà Bepper e rassicura sulla sua complementarietà rispetto al lavoro già svolto presso la Scuola. “BBS doterà Bepper attraverso i suoi docenti delle competenze manageriali di cui al principio è sprovvisto” continua il professor Roccetti. “IBM invece offre le capacità del sistema Watson utili ad aumentare le funzionalità cognitive di Bepper.” Al Dipartimento di Informatica di Unibo spetta invece offrire le competenze di programmazione necessarie a condurre la fase di addestramento di Bepper.

Fonte: http://www.bbs.unibo.it

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