Notizie

iNebula parla di automazione dei processi organizzativi al Sole24Ore

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 29 marzo 2017

 

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Il 26 marzo è uscito un articolo sul Sole24Ore che parla delle soluzioni cloud di iNebula dedicate all’automazione dei processi organizzativi per professionisti e aziende. Abbiamo affermato più volte che la conservazione digitale conviene. Lavorare con documenti digitali, anziché cartacei, permette di risparmiare denaro, tempo e forza lavoro perché, se sono inviati, ricevuti e conservati in formato elettronico, i documenti non devono essere ogni volta: trascritti, protocollati, inseriti in fascicoli, classificati, spostati e ricercati tra armadi, cassetti, carpette e scatole. Dunque, i processi diventano più efficienti, si guadagna spazio in ufficio e si riduce il rischio di perdere i documenti. Ne parla il VP di Itway, Cesare Valenti che li racconta al Sole24Ore.
iNebula Cloud Computing Solutions, società del Gruppo Itway quotato al segmento Star di Borsa Italiana è attiva nel mercato del Cloud dal 2012 e oggi offre un’ampia suite di soluzioni per l’automazione dei processi organizzativi per una gestione e integrazione totalmente digitale degli archivi aziendali. Tutti i servizi sono stati concepiti per la digitalizzazione dei processi di riconoscimento, fatturazione e invio dei documenti contabili delle piccole e medie imprese e delle partita IVA per gestire i flussi basandosi su tecnologie innovative, sicure e Made in Italy.
iNebula Fattura PA è un’applicazione per il conferimento delle fatture in formato elettronico alla PA che comprende l’archiviazione a norma e la spedizione al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate, caratterizzato
dalla completa distinzione tra il Gestore delle Fatture e il Conservatore a Norma delle stesse.
iNebula Delivery è un servizio che consente di inviare le Fatture Attive o altri documenti rilevanti via email in modo automatico, gestendo le ricevute ottenute dai sistemi e fornendo una reportistica circa gli invii, le date e gli orari e tutti i riferimenti alle ricevute.
iNebula Reco è un servizio di ultima generazione che estrae i dati necessari alle registrazioni contabili delle
fatture in un formato conforme alla disciplina della Fattura Elettronica per la Pubblica Amministrazione (FEPA) e consente di acquisire online le fatture di acquisto in modalità PDF, eliminando la carta e l’attività manuale dal processo di Prima Nota.

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Fonte: Il Sole24Ore

iNebula con Eurotech al CEBIT 2017

> pubblicato in Eventi
> il 28 marzo 2017

 

Per cinque giorni Hannover è stato il centro della galassia ICT internazionale attraverso la rassegna annuale CeBIT, combinazione di tre eventi in uno: fiera, incontri B2B e conferenze.

Il tema conduttore dell’edizione 2017 è stato denominato d!conomy-no limits, volendo così focalizzare la manifestazione sulle sul tema delle illimitate possibilità offerte dalla digitalizzazione.

Il CEBIT è la più grande fiera commerciale del mondo digitale e soluzioni di telecomunicazioni per gli ambienti del lavoro e della casa.  Il CeBIT offre ogni anno una piattaforma internazionale per conoscere le tendenze del mercato e la rete e i nuovi prodotti dal settore. iNebula è stata protagonista di alcuni momenti grazie alla partnership con Eurotech leader nella fornitura di sistemi embedded, piattaforme M2M (Machine-to-Machine) e soluzioni IoT (Internet of Things). La collaborazione è ampiamente legata all’ IOT.

Il CeBIT illustra le principali questioni salienti del business IT globale e, grazie alla struttura espositiva orientata al mercato, è perfettamente calibrato sulle esigenze dei visitatori qualificati.

I partecipanti rappresentano una vasta gamma di prodotti e tecnologie che confermano la varietà del tessuto ICT (3.000 espositori provenienti da 70 paesi).

Il cuore del programma di conferenze è costituito dalle CeBIT Global Conferences, che si terranno su tre palchi e, con più di 200 autorevoli oratori, assicureranno una visione a 360° sul mondo digitale.

Eurotech si contraddistingue per la capacità di consentire ai propri partner la costruzione di installazioni IT flessibili in grado di supportare nuovi servizi a valore aggiunto e applicazioni di monitoraggio delle attività e iNebula vanta il servizio iNebula Connect, una piattaforma distribuita e sicura pensata per comunicare e supportare  “smart object”, raccogliere, archiviare e distribuire i dati in modo intelligente con workload applicativi di elevato valore ed effettuare analisi in tempo reale, garantendo una scalabilità praticamente illimitata e la piena conformità alle normative sulla gestione dei dati. La collaborazione attiva dal 2015 ha già aperto nuove strade per lo sviluppo e la crescita di nuove soluzioni che il mercato sta maturando. 

Esempio di Architettura in cloud nata dalla collaborazione fra iNebula e Eurotech: 

architettura - inebula connect

Maggiori info sul servizio iNebula Connect. 

Interprete di riferimento delle soluzioni IoT nel mercato manufacturing italiano

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 14 marzo 2017

 

Grazie a iNebula Connect, sul mercato dal 2015, la soluzione tutta italiana per governare la complessità dell’IoT, iNebula assicura una piattaforma distribuita e sicura  per supportare “smart object”, raccogliere i dati, archiviarli e distribuirli in modo intelligente. Agli inizi del 2016 iNebula è stata anche la prima azienda a prendere parte attiva al primo progetto italiano riguardante “The Things Network” nato nella città di Milano, l’iniziativa partita da Amsterdam e replicata in diverse città del mondo, con l’obiettivo di creare una rete Open globale dedicata all’Internet of Things. E’ stata così implementata un’infrastruttura di smart city nella città di Milano, installando un gateway nella propria sede, creando un’infrastruttura aperta, partecipata da aziende private, ma anche da cittadini, che ha consentito di mettere in rete oggetti, applicazioni e dati monitorati dalla piattaforma iNebula Connect.

Gartner stima che entro il 2020 vi saranno oltre 20 miliardi di oggetti connessi e osservatori come ABI Research parlano di Internet of Everything, dove ogni aspetto delle nostre vite sarà connesso in rete. Anche in Italia si prevede che la spesa in IoT avrà un tasso di crescita pari al 20% anno su anno, e i settori più attivi risultano essere quelli del manifatturiero, dei trasporti e delle utilities. Grazie alla collaborazione con grandi player e alla continua ricerca in ambito IoT, iNebula implementa progetti e soluzioni per aziende di medie e grandi dimensioni utili a semplificare l’attuale e futura configurazione dei loro sistemi M2M/IoT, garantendo a System Integrator l’adozione di una piattaforma “as a service” su cui basare le loro proposte verticali.

Cantiere Smart

iNebula Connect consente di realizzare applicativi di alto valore, fare real time analytics, con scalabilità “quasi infinita” sui dati raccolti dagli “smart object”. Per un’importante azienda italiana che produce vetrine refrigerate per gelaterie e supermercati, iNebula  ha progettato un sistema IoT raggiunto via cloud su piattaforma iNebula e posizionata in Italia, che raccoglie tutti i dati dalle vetrine stesse, per la gestione del processo di post vendita. Un altro importante progetto è relativo al “Cantiere Smart”, che consiste nella creazione di un sistema IoT in grado di produrre notevoli migliorie nell’ambiente di lavoro “cantiere”, monitorando la posizione e le dotazioni di sicurezza dei vari operatori. L’operatore di cantiere potrà operare sia in ambiente esterno che interno e sotto il livello del suolo, avrà in dotazione apparecchiature speciali che indosserà e sarà dotata di etichette digitali di rilevamento che consentono grazie alla tecnologia LoraWan e alla piattaforma iNebula Connect di monitorare da remoto la presenza/accesso in un’area autorizzata/non autorizzata e un possibile incidente di un operatore per rilevazione della variazione di altezza/orientamento repentino.

Cesare Valenti

Cesare Valenti, Vice President del Gruppo Itway

“Pochi giorni fa si è concluso il kick-off aziendale e le aziende del Gruppo Itway, quali  Business-e, iNebula e 4Science hanno tutte presentato visione e obiettivi, che uniti allo scenario del mercato Digitale in Italia, confermano che il nostro gruppo sta investendo nella giusta direzione” commenta Cesare Valenti, Vice President del Gruppo Itway.  “Growing by Innovation” è il nuovo payoff che esprime i punti chiave della nostra strategia ed indica che solo attraverso un continuo rinnovamento sarà possibile supportare le aziende sui progetti IoT e Industria 4.0. A tale scopo, abbiamo messo in rete, a disposizione assolutamente “free”  la piattaforma iNebula Connect View https://connectview.inebula.it/ che consente la visualizzazione dei dati dei dispositivi connessi a varie reti fra cui The Things Network, SigFox, Lorriot e altre su richiesta certi di poter incentivare la cultura del Digitale e dell’Internet of Things. Vogliamo assicurare il massimo dei servizi a tutte le aziende che stanno abbracciando la Digital Transformation, e gli importanti progetti già implementati in ambito Cloud e IoT, confortano tutti i nostri investimenti”.

WEBINAR GRATUITO INEBULA RECO

> pubblicato in Eventi
> il 07 marzo 2017

ONLINE | GIOVEDI’ 16 marzo dalle ore 16 alle 17

PROCESS GOVERNANCE E INEBULA RECO

soluzione che consente il riconoscimento automatico, la gestione e il trasferimento delle scritture contabili.

 

iNebula ha il piacere di invitarti al free webinar giovedì 16 marzo 2016 dalle ore 16:00 alle 17:00.

Principali argomenti:

  •             Vantaggi del servizio iNebula RECO
  •             Introduzione al mercato e alla partnership
  •             Applicazioni verticali della soluzione iNebula RECO

Tutti i servizi iNebula sono stati concepiti per la digitalizzazione dei processi di fatturazione e invio dei documenti contabili delle piccole e medie imprese e delle “partita IVA” che dovranno rispondere alle indicazioni dei DL 127 del 5 agosto 2015 e 193 del 22 ottobre 2016. L’entrata in vigore del DL193/16 a marzo 2017 indica molto chiaramente al professionista la strada dell’automazione e condivisione digitale per sé e per i propri clienti.

 

Il Webinar sarà a cura del Team iNebula.

Chi conferma la partecipazione, riceverà successivamente un link tramite il quale accedere al Webinar nel giorno e orario indicati.

 

ISCRIVITI AL WEBINAR GRATUITAMENTE

Digitale, tutti bravi a parlare ma manca una governance efficace

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 13 febbraio 2017

Il mercato digitale italiano è ancora piccolo. Troppo piccolo. Sì, è vero, la crisi non ha aiutato. Ma non è una giustificazione a cui ci si potrà aggrappare ancora a lungo. Il 2016 è stato salutato con ottimismo: la curva è tornata in andamento crescente e a meno di sorprese congiunturali, di ordine economico ma anche politico, il trend dovrebbe consolidarsi nel 2017.

L’anno appena trascorso ha chiuso con un giro d’affari di circa 32.000 milioni di euro (dati Assinform) superiore rispetto al 2015. Una crescita consistente, ma non sufficiente a fare la differenza in un Paese, l’Italia, in cui il digitale può rappresentare forse l’unica vera leva su cui fare forza per garantire un futuro al Paese tutto, a partire dai giovani. Quei 32.000 milioni rappresentano una crescit13a anno su anno di poco più di un punto percentuale. Una goccia nel mare dunque. Ancor di più se si considera che nelle classifiche della ricchezza mondiale le imprese in pole position si chiamano Google, Facebook, Amazon.

Se è vero che il digitale è parola oramai sulla bocca di tutti – quantomeno nel mondo dell’impresa –  fra il dire e il fare c’è una differenza così abissale da rendere il tutto paradossale.  Secondo le rilevazioni appena rese note nel report realizzato per Assiteca dagli Osservatori della School of Management del Politecnico di Milano il 95% delle aziende italiane ritiene l’innovazione digitale un fattore rilevante. Il 95%, avete letto bene. E sebbene si tratti di un campione (quello intervistato), il dato è sorprendente. Quattro imprese su dieci, inoltre, considerano il digitale un fattore imprescindibile per lo sviluppo futuro del business. Bene, benissimo. Siamo alla svolta dunque, verrebbe da pensare a caldo. Ma le cose non stanno così. Perché fra le parole ed i fatti concreti l’abisso è altrettanto sorprendente. La media degli investimenti in Ict è pari all’1,1%. Meno del 25% delle imprese va oltre questa soglia e si tratta di quelle di grandi dimensioni, dai 250 dipendenti in su.

Come mai? Non ci sono risorse? No. Non è questo il punto. Almeno stando a quanto rivelano i ricercatori del team Assiteca-Polimi. L’ostacolo numero uno è rappresentato dalla mancanza di una governance efficace. Un déjà-vu, considerato che si tratta della medesima problematica riscontrata a livello di Pubblica amministrazione, dove il livello di digitalizzazione è decisamente insoddisfacente per un Paese annoverato fra le principali economie mondiali. L’impresa, dunque, ed è difficile che avvenga il contrario, è lo specchio del proprio Paese, delle politiche di governo e delle strategie economiche.

In molte delle realtà aziendali prese in esame non vi è una chiara strutturazione dei ruoli e delle attività: nel 18% dei casi la gestione è addirittura “occasionale” e nel 4% le unità organizzative si muovono ciascuna per proprio conto, senza un presidio centralizzato che faccia da “regia” a iniziative e investimenti. La crisi economica, allora, diventa un alibi a cui appigliarsi a buon mercato quando non si vogliono ammettere le proprie responsabilità. E la responsabilità sta anche nell’autoanalisi.

Portare avanti la bandiera del digitale non significa “farsi belli” con le parole. L’innovazione non è uno slogan ma è fatta di azioni concrete. La prima delle quali passa dall’ “inventario” delle proprie risorse, quelle umane, alias dalle competenze di cui si dispone per passare all’azione sulla base delle proprie specifiche esigenze di business e di sviluppo. Chiedere aiuto a chi è riuscito a ri(organizzarsi) sicuramente è un buon inizio. Le piccole e medie imprese, in particolare, possono trovare nei livelli alti della filiera interlocutori che sugli asset digitali stanno costruendo il proprio futuro e che hanno tutto l’interesse a spingere l’ecosistema. Da parte loro i “big” dovrebbero prendersi la responsabilità di fare da traino e da esempio per chi ancora fa fatica a comprendere le dinamiche del nuovo mercato. Non è forse questo il “fare rete” di cui si parla da decenni? Qualcuno lo ha compreso. E paradossalmente è stata proprio la crisi a far aguzzare l’ingegno. Necessità fa virtù.

Ma la svolta vera non potrà che arrivare dal mix – questo sì davvero virtuoso – fra politiche aziendali e politiche governative, nell’ottica di una governance “condivisa” nelle intenzioni e negli obiettivi. Il Piano Industria 4.0 fa ben sperare, almeno sulla carta. E da parte sua il team capitanato da Piacentini (#aiutiamopiacentini) avrà l’arduo compito di trovare e fornire la “chiave” che aprirà al Paese la porta dell’opportunità digitale. Gli incentivi ci sono, gli esperti non mancano. Forse però è arrivato davvero il tempo di uno switch off.

La strage di Rigopiano è stata una cartina di tornasole (anche) dello stato “digitale” delle nostre pubbliche amministrazioni in cui al tempo degli smartphone c’è ancora chi legge le e-mail solo dal suo computer fisso in ufficio e si appella al blackout elettrico per trovare una giustificazione alla mancata ricezione del messaggio. Il nostro è un Paese – inutile negarlo – in cui la burocrazia vince sull’innovazione. Ecco perché c’è bisogno di governance efficiente. Altrimenti anche nel 2017 e chissà per quanti anni ancora il digitale non resterà che una goccia nel mare.

Fonte: www.corrieredellecomunicazioni.it

 

Semplificazioni, incentivi e vantaggi fiscali per chi conserva digitalmente

> pubblicato in News, Rassegna Stampa
> il 06 febbraio 2017

Abbiamo affermato più volte che la conservazione digitale conviene. Lavorare con documenti digitali, anziché cartacei, permette di risparmiare denaro, tempo e forza lavoro perché, se sono inviati, ricevuti e conservati in formato elettronico, i documenti non devono essere ogni volta: trascritti, protocollati, inseriti in fascicoli, classificati, spostati e ricercati tra armadi, cassetti, carpette e scatole. Dunque, i processi diventano più efficienti, si guadagna spazio in ufficio e si riduce il rischio di perdere i documenti.

Tuttavia, i vantaggi non finiscono qui perché ne arrivano di ulteriori dalle normative vigenti in tema di conservazione digitale di fatture elettroniche, libri, registri contabili e documenti fiscali in genere. 

I nostri servizi iNebula Fattura PA, Delivery, RECO e Archive sono stati studiati per aiutare le aziende a gestire i processi in modo più efficiente basandosi su tecnologie innovative. Garantiamo i più alti standard di sicurezza consentendoti di ottimizzare e risparmiare tempo e denaro. Abbiamo sviluppato soluzioni customizzate che consentono di attivare un governo dei processi che migliorano la qualità delle attività e del lavoro quotidiano.

L’IMPOSTA DI BOLLO SUI DOCUMENTI FISCALI DIGITALI

L’imposta di bollo dovuta per la tenuta del libro giornale e dei libri sociali obbligatori è determinata secondo criteri differenti a seconda che la contabilità sia tenuta in modalità cartacea o informatica. Nel primo caso è prevista un’imposta di 16€ ogni 100 pagine o frazioni di esse per le società di capitali (32€ per i soggetti di tipo diverso). Per i documenti informatici è invece prevista un’imposta di 16€ ogni 2.500 registrazioni[1] o frazioni di esse, da versare in modalità telematica utilizzando il modello F24, 120 giorni prima della chiusura dell’esercizio.

Dal 1° gennaio 2015 il modello di “dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale” va presentato esclusivamente con modalità telematiche. L’Agenzia delle Entrate ha anche approntato delle procedure automatizzate per la trasmissione della dichiarazione da parte dei contribuenti e per la liquidazione dell’imposta da parte dell’Ufficio.

DICHIARAZIONE DEL LUOGO DI CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI DIGITALI

Altre semplificazioni arrivano dalla risoluzione n. 81/E del 23 settembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate. In base a questa, il professionista o l’impresa che decida di affidare il processo di conservazione digitale dei propri documenti fiscali ad un soggetto terzo non è più tenuta a dare comunicazione preventiva dei luoghi di conservazione dei documenti stessi con il modello di variazione dati IVA (AA7 o AA9) quando il soggetto terzo svolga unicamente le attività di conservazione dei documenti fiscali del cliente.

Difatti, nel Codice dell’Amministrazione Digitale e nel manuale della conservazione, si definisce “conservatore” il soggetto che opera solo il processo di “conservazione elettronica” dei documenti fiscali. Questi può coincidere con il contribuente, assumere la veste del depositario (colui che gestisce la contabilità e assume specifiche responsabilità ai fini fiscali) o essere un soggetto terzo. In quest’ultimo caso, poiché il conservatore (“elettronico”) non è il depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto a comunicare il luogo di conservazione dei documenti digitali mediante il suddetto modello di variazione dati IVA.

AGEVOLAZIONI FISCALI PER FATTURAZ0IONE ELETTRONICA E TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI

Con il Decreto legislativo n. 127 del 5 agosto 2015, per incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, il Governo italiano ha introdotto una serie di norme che riducono gli adempimenti amministrativi e contabili a carico  dei contribuenti. In sostanza si parla di incentivi fiscali e procedure più semplici per tutti i soggetti che decidono di avvalersi della trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati e dei corrispettivi.

Tra le misure previste:

  • l’esecuzione in via prioritaria dei rimborsi IVA, entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
  • l’esonero dall’effettuare una serie di comunicazioni obbligatorie, relative a spesometro, “black lists”e limitazioni Intrastat 
  • la riduzione dei termini di accertamento, da quattro a tre anni;
  • la semplificazione dei controlli fiscali.

A questo punto non ci resta che scoprire quali regole e comportamenti seguire perché la conservazione digitale e riproduzione dei documenti informatici ai fini fiscali sia a norma di legge e capire quale sia la più adatta alle nostre esigenze tra le soluzioni di Process Governance di  iNebula.